Miriam collabora con AbroadLink Translations ormai da molti anni. Questa professionista combina il suo amore per le lingue con un continuo migliorarsi a livello professionale. Questo è ciò che la rende un modello per molti giovani traduttori. Ma smettiamola di parlare solo di lei e scopriamo tutto quello che ha da raccontarci!
1. Prima di cominciare, potresti parlarci un po’ del tuo percorso e dei tuoi studi? Cosa ti ha portato a scegliere la professione di traduttrice?
Beh, credo di aver fatto un percorso molto standard per chi esercita la nostra professione, nel quale ho combinato gli studi di traduzione e quelli per la docenza: mi sono laureata in Traduzione e Interpretariato all'Università di Granada, ho conseguito l’abilitazione per l’insegnamento quando già lavoravo come traduttrice (ai tempi era un corso di pochi mesi e non era un master, come lo è ora), anni dopo ho conseguito il Master per la Formazione dei Docenti di Spagnolo come Lingua Straniera all'Università di Granada (UGR) e recentemente ho preso il Master in Traduzione Medico-Sanitaria all'Universitat Jaume I (UJI). Questo per quanto riguarda la formazione tradizionale, in più da quando mi sono laureata nel 2005 ho seguito tutti i tipi di corsi di formazione, dai più approfonditi ai meno. L'ultimo è stato un corso di traduzione legale di tre mesi per rinfrescare contenuti che non trattavo da quando ero studentessa.
Per quanto riguarda ciò che mi ha portato a scegliere questa professione, è stato sostanzialmente una coincidenza: non sapevo dell'esistenza degli studi di traduzione e interpretazione, ma avevo sempre voluto studiare Filologia Inglese e Giornalismo, così quando un’amica della scuola superiore mi ha parlato di questo corso di laurea e mi ha detto che sarebbe andata a Granada per sostenere l'esame di ammissione in francese, ho pensato che fosse il mix perfetto tra scrittura e lingua e mi unii a quel viaggio che avrebbe segnato il mio futuro professionale.
Una volta saputo che avrei studiato Traduzione e Interpretazione, la scelta delle mie lingue B, C1 e C2 è stata dettata dai motivi più ingenui che si possano immaginare e che rivelavano la mia completa ignoranza su concetti come "mercato del lavoro", "domanda" o "nicchia di mercato": ho scelto l'inglese per poter interpretare un giorno interviste di gruppi rock in spazi come Radio 3; il tedesco per leggere Nietzsche senza tante note a piè di pagina del traduttore; e il greco per apprezzare i versi originali di Cavafis. Come puoi ben capire, ero una completa illusa...
2. Di solito è così. Sono pochi coloro che hanno un’idea chiara del lavoro che li aspetta. Potresti raccontarci com’è andata con i settori di specializzazione? Sono stati un caso o una tua scelta?
Spesso si dice che, nella traduzione, o si sceglie la propria specializzazione o si viene scelti dalla propria specializzazione e a me è capitata la seconda cosa. Venivo da studi che si sono sempre concentrati sulle lettere, ma la domanda di mercato, i testi che mi sono capitati tra le mani e il mio lavoro come interprete telefonica per i servizi pubblici, in cui il maggior numero di chiamate si concentra tra gli ospedali e i centri sanitari, mi hanno condotto alla traduzione medico-sanitaria. Inoltre, grazie al mio lavoro di traduttrice giurata e alla mia continua collaborazione con studi legali in Spagna e nel Regno Unito, non ho mai perso il contatto con la traduzione giuridica, quindi questi sono attualmente i due ambiti di specializzazione in cui lavoro di più. Ora, se mi chiedete che tipo di testi preferisco, risponderei gli articoli di divulgazione scientifica e i testi di marketing con giochi di parole o altre sfide linguistiche simili, purché la scadenza non sia dietro l'angolo, naturalmente.
3. Hai fatto parte di vari team di traduttori. Secondo te, quali sono i principali vantaggi e svantaggi di lavorare come traduttrice freelance?
A dir la verità, conosco molti traduttori che, dopo aver lavorato per qualche agenzia di traduzione, hanno deciso di diventare freelance, mentre i casi opposti sono pochi, se non nessuno che io possa citare. A mio parere, i vantaggi del lavoro da libero professionista superano di gran lunga il numero di svantaggi: puoi impostare l'orario di lavoro che meglio si adatta alle tue esigenze e circostanze personali, puoi lavorare a distanza da qualsiasi luogo, il che ti permette di combinare lavoro e tempo libero (anche se a volte si tratta di fare vere e proprie acrobazie, come tradurre alle 4 del mattino sul pavimento di un aeroporto appoggiata all'unica colonna con una presa di corrente nel raggio di svariati metri), puoi rifiutare lavori che vanno contro la tua etica personale (io, per esempio, non accetto progetti militari né di certe grandi aziende), puoi stabilire le tue tariffe a seconda del cliente e dell'incarico (soprattutto con clienti diretti; con le agenzie le cose cambiano) e, in generale, hai un maggiore controllo del tuo tempo e del tuo lavoro. Naturalmente, il lavoro da libero professionista ha anche i suoi svantaggi: assenza di ferie, nessuna protezione in caso di malattia o perdita di affari, una pensione ridicola dopo anni di contributi alla previdenza sociale e, in generale, poca assistenza sociale rispetto ai lavoratori dipendenti. L’ideale sarebbe che la legislazione venisse modificata per dare maggiore protezione ai lavoratori freelance e per uguagliare i loro diritti e e le loro prestazioni a quelli delle persone che lavorano come dipendenti, ma, fino a quel giorno, il libero professionista non ha altra scelta se non avere una grande capacità di previsione e di autogestione.
4. Essere traduttore richiede molte competenze, è lo stesso anche per il servizio di interpretariato telefonico? Cosa ci guadagni?
Lavoro quotidianamente da otto anni come interprete telefonico per i servizi pubblici spagnoli, specialmente per quelli andalusi, e questo include un gran numero di servizi e istituzioni: emergenze, polizia, vigili del fuoco, municipi, centri sanitari, ospedali, unità di salute mentale, ospizi, servizi sociali e così via, e da alcuni anni l'agenzia per cui lavoro ha ottenuto contratti con società del settore privato, quindi interpreto anche per assicurazioni, ospedali privati, banche, hotel e addirittura per il Museo del Prado. Quando arriva una chiamata e rispondo al telefono, non so mai se fisserò una visita medica, parteciperò a un parto, spiegherò cos'è un'emicolectomia, manderò un idraulico a riparare una perdita d'acqua o se mi troverò davanti a un incidente domestico. Questo fattore sorpresa è una scarica di adrenalina che la traduzione non dà e rende il lavoro quotidiano imprevedibile ed emozionante, anche se non mi muovo dalla mia scrivania. Ma ha anche i suoi inconvenienti, come le interruzioni costanti al lavoro di traduzione e la necessità di alcune qualità che si sviluppano negli anni, come mantenere i nervi saldi in situazioni di vita o di morte e la capacità di riprendersi da chiamate emotivamente intense, come l’assistenza ai malati terminali o colloqui con vittime di violenza di genere.
5. È incredibile! Qual è la parte più stimolante del tuo lavoro?
Nell'interpretazione, la cosa più stimolante è senza dubbio vedere che il mio lavoro serve a far comunicare persone che non si capiscono, a risolvere situazioni linguistiche difficili (a volte gli aspetti culturali sono fondamentali) e addirittura a mettere un bambino al mondo o ad aiutare a salvare una vita.
D'altra parte, nella traduzione mi diverto molto con la maggior parte dei testi, soprattutto quelli scientifici, e apprezzo moltissimo le opportunità di apprendimento e formazione continua che questa professione offre e, perché no, la possibilità di lavorare in pigiama e al caldo nel mio salotto invece di dovermi trasferire in un ufficio e bagnarmi (vivendo nel Regno Unito, la probabilità che piova mentre si va al lavoro è molto alta).
6. Quali sono le principali qualità che un traduttore freelance dovrebbe avere secondo te?
Oltre alle qualità di base comuni a qualsiasi traduttore dipendente, come una solida conoscenza delle lingue di lavoro e degli ambiti di specializzazione o una scrittura fluente in grado di adattarsi ai diversi registri, credo che il lavoro da freelance richieda una grande dose di disciplina, autogestione, problem solving, un atteggiamento proattivo (quanto odio questa parola!), versatilità, formazione continua e, soprattutto, la capacità di reinventarsi se le circostanze lo richiedono.
7. Adattarsi, specializzarsi, reinventarsi... Che consiglio daresti ad una persona che vorrebbe esercitare la tua professione?
La professione di traduttore e interprete richiede sacrifici e non ti renderà milionario, quindi direi a quella persona di riflettere due volte su cosa sta facendo... Scherzi a parte, gli consiglierei di non smettere mai di essere curioso perché le sue conoscenze enciclopediche (o aneddotiche, perché noi traduttori finiamo per sapere cose assolutamente strane che ci rendono candidati ideali per programmi come L’Eredità) possono salvarlo in più di un'occasione.
Vorrei anche dirgli di non competere sul prezzo, perché tanto ci sarà sempre qualcuno che avrà i prezzi più bassi e perché stabilire delle tariffe dignitose non solo ti permette di vivere bene, ma ha anche un impatto su tutti i colleghi e sulla dignità della professione. Infine, gli consiglio di non dedicarsi a più settori, ma di concentrarsi, invece, su una specializzazione e di sfruttare tutti gli sbocchi professionali che offre, poiché la specializzazione permette di aumentare le tariffe e genera molta soddisfazione lavorare in un settore che piace e che si conosce bene.