La gestione di progetti che riguardano la traduzione di lingue che non conosciamo rappresenta una vera sfida. Quando queste lingue utilizzano un alfabeto diverso da quello latino, la sfida è ancora più grande. Il cinese è uno di quei casi in cui l'alfabeto può farci sentire completamente spaesati. Imparare il cinese con il solo obiettivo di poter gestire progetti di traduzione risulta del tutto infattibile. Tuttavia, puoi imparare alcune peculiarità del cinese che ti saranno utili almeno per prevenire alcuni dei problemi legati alla sua traduzione e tenerli in considerazione quando affidi il lavoro a un traduttore freelance o a un'agenzia di traduzione.
Le lingue sono la parte più evidente delle differenze culturali tra diversi paesi. Il cinese, in quanto lingua asiatica, presenta grandi differenze rispetto al francese, all'inglese, allo spagnolo o ad altre lingue europee: è una lingua tonale, la sua scrittura non rappresenta suoni, non ha articoli e così via.
1. Non tutti i cinesi parlano cinese
Finora abbiamo parlato del cinese come se fosse un'unica lingua omogenea. Non è così. In Cina si parlano fino a 13 dialetti diversi (o 6, a seconda della classificazione linguistica). Si parla di dialetti, ma in realtà si tratta di lingue diverse. I parlanti di questi dialetti non si capiscono tra loro. Le differenze tra le lingue di questa famiglia sono maggiori di quelle tra le lingue romanze! Sì, lo spagnolo somiglia più al francese di quanto il cantonese somigli al mandarino.
Il cinese mandarino è la lingua più parlata in Cina. Oggi, la lingua ufficiale parlata in Cina si basa su una versione standardizzata del mandarino parlato a Pechino. Nelle ultime due generazioni, il suo utilizzo è raddoppiato. Secondo dati del 2007, il 70,12% delle persone tra i 15 e i 29 anni parlava il cinese standard (con percentuali più alte nelle città e tra la popolazione più istruita). Tuttavia, tra i cinesi di età compresa tra i 60 e i 69, anni la percentuale scende al 30,97%.
2. Quindi, in quale cinese devo tradurre?
Se hai letto la sezione precedente, probabilmente conosci già la risposta. Esatto, nella maggior parte dei casi si traduce preferibilmente in cinese mandarino. Anche nella vicina Taiwan, che rappresenta l'opposizione al regime comunista, la lingua ufficiale è il cinese mandarino, nonostante la più parlata tra la popolazione sia il taiwanese.
In teoria, si può tradurre anche in cantonese o in un'altra lingua parlata in Cina, dato che tutte utilizzano gli stessi caratteri. Tuttavia, quando si parla di cinese, le cose non sono mai così semplici. Infatti, possono esserci alcune differenze nei sinogrammi usati a seconda dei dialetti/delle lingue del cinese. Pertanto, se il nostro pubblico target si trova in una regione dove non si parla il mandarino, la scelta migliore è affidarsi a un traduttore che parli il dialetto specifico di quella zona.
Nel caso in cui dovessi avere un incontro con un cliente cinese e avessi bisogno di un interprete, potrebbe essere utile trovare qualcuno che parli il suo dialetto, soprattutto se vuoi sorprenderlo e fare una buona impressione. Come abbiamo visto, la maggior parte delle persone con un buon livello di istruzione parlerà in cinese standard, che è la lingua franca in Cina. Quindi, se il tuo interprete parla cinese standard, non c’è alcun problema. Tuttavia, se il tuo cliente parla cantonese o taiwanese e trovi un interprete che parli il suo dialetto, sarà una piacevole sorpresa e sicuramente lo farai sentire più a suo agio.
Ah! Stavo dimenticando, bisogna tenere a mente che il cinese mandarino, come gli altri dialetti cinesi, può essere scritto in due modi diversi: il cinese tradizionale e il cinese semplificato.
3. Ma allora, devo tradurre in cinese tradizionale o in cinese semplificato?
Nell’ambito della traduzione, questo è l'aspetto più importante da tenere in considerazione. Con la Rivoluzione Culturale cinese del 1966, si consolidarono le riforme della scrittura del cinese iniziate negli anni '50. Nacque così il cinese semplificato, pensato per facilitare la scrittura del cinese, ma che al contempo rifletteva anche una volontà politica di distacco dal passato.
Come prevedibile, la Repubblica di Cina, cioè Taiwan, rifugio della resistenza al cambiamento politico nella Cina continentale, continuò a conservare la scrittura del cinese tradizionale. Quindi, se la tua azienda ha come mercato target la Cina, la Malesia o Singapore, sarà necessario che le tue traduzioni siano in cinese semplificato, ma se punti al mercato di Taiwan, Hong Kong, Macao o alla comunità cinese negli Stati Uniti, avrai bisogno di testi scritti in cinese tradizionale. E sì, se la tua azienda si rivolge a tutti i parlanti di cinese, dovrai tradurre sia in cinese tradizionale che in cinese semplificato. D'altra parte, le differenze tra cinese semplificato e tradizionale sono poche e un lettore di cinese tradizionale leggerà senza troppe difficoltà il semplificato e viceversa.
4. Quali font posso utilizzare nei miei contenuti tradotti in cinese?
Un problema che possiamo riscontrare quando inseriamo una traduzione in cinese nei nostri progetti è la comparsa di quadratini. Se ciò accade, significa che il font che stiamo utilizzando non contiene caratteri cinesi e, pertanto, dovremo scegliere un font che li includa.
Che si lavori su Mac o Windows, al giorno d'oggi esistono molti font con codifica Unicode che contengono caratteri cinesi. Basta scegliere uno di questi font per visualizzare correttamente i testi tradotti in cinese. Come font generico, possiamo utilizzare MS Arial Unicode, ma c'è anche una vasta scelta di font specifici per il cinese. In questi casi, è importante considerare se la traduzione è in cinese tradizionale o semplificato. Puoi vedere alcuni di questi font qui.
5. Altre curiosità sul cinese
Se sei preoccupato per le tue prospettive future e stai pensando di imparare il cinese per arricchire il tuo curriculum professionale, forse ti interesseranno questi aspetti della lingua:
5.1. Cosa significa che il cinese è una lingua tonale?
Beh, potremmo dire che i cinesi cantano per parlare. Si tratta di una caratteristica che condivide con altre lingue tonali asiatiche come il vietnamita o il thailandese. È una caratteristica che frustra molti occidentali quando imparano il cinese. Ma siamo fortunati. Se, come me, stai pensando di imparare il cinese, sarai felice di sapere che il cinese standard ha "soltanto" 4 toni: molti meno dei 9 toni che può avere il cantonese!
I toni riguardano le sillabe. Quindi, immagina di poter prendere la sillaba "si" in italiano e darle quattro toni diversi affinché significhi cose completamente diverse. Una follia, no? Ma non bisogna scoraggiarsi, anche noi europei riusciamo a imparare il cinese.
I quattro toni del cinese standard sono: il primo tono, che si pronuncia in modo stabile, senza variazioni; il secondo tono, che ha un andamento ascendente; il terzo tono, che ha un anamento prima decrescente e poi ascendente; il quarto tono, che ha un andamento bruscamente decrescente. Te lo immagini? Vuoi provarci?
Un esempio lo si può vedere nella sillaba "ma": mā, in primo tono, significa "madre"; má, in secondo tono, può significare "sesamo"; mǎ, in terzo tono, può significare "cavallo"; mà, in quarto tono, significa "sgridare". Siamo sempre più vicini a poter tradurre il cinese!
5.2. Perché per i cinesi è più complicato imparare a leggere?
Fondamentalmente, per la stessa ragione per cui lo sarà per te. Perché è molto più difficile. Non avendo un alfabeto fonetico come quello del tedesco, del francese, del russo, dell'arabo e potremmo dire della maggior parte delle lingue, bisogna imparare "uno per uno" tutti i simboli che lo compongono. Ognuno di questi simboli rappresenta una parola, generalmente parole monosillabiche.
Quindi, se per imparare a leggere in italiano dobbiamo memorizzare la rappresentazione dei fonemi, che otteniamo combinando le 26 lettere dell'alfabeto italiano, in cinese una persona considerata colta padroneggia 10 000 simboli. Non disperare: se memorizzi 3000 simboli potrai già cavartela e leggere un giornale. Inoltre, i caratteri cinesi sono costruiti con una certa logica che aiuta nel loro apprendimento. Includono piccoli simboli, chiamati "radicali", che contengono informazioni semantiche o fonetiche.
5.3. Il cinese non è sessista
Quando dico che non è sessista, intendo che le parole non hanno genere maschile, femminile o neutro, il che elimina lo sforzo e le acrobazie che bisogna fare in tedesco, francese o italiano per usare un linguaggio inclusivo. Ad ogni modo, come riflesso della società, il cinese presenta nella scrittura elementi che possiamo considerare sessisti. Nello specifico, esiste un radicale (piccoli simboli inclusi nei sinogrammi) che significa "donna" e che appare in parole come "invidia", "sospetto" o "diavolo". Un altro esempio è che il carattere che significa "adulterio" si scrive con tre radicali "donna" ammucchiati.
5.4. I cinesi parlano come Tarzan
Ebbene sì, i cinesi parlano come Tarzan e si capiscono perfettamente. Mi riferisco in particolare al fatto che in cinese i verbi non si coniugano. Chissà quanto piacerebbe a chi studia l’italiano o il francese! I tempi verbali in cinese si esprimono tramite particelle che indicano il tempo e verbi ausiliari, a meno che il contesto non chiarisca già il tempo verbale. Non tutto è complicato quando si impara il cinese!
5.5. Si scrivono, ma non si parlano
Se sei arrivato fin qui, saprai che i cinesi parlano lingue così diverse tra loro da non riuscire a capirsi; è come se un francese cercasse di parlare francese in Spagna e lo capissero. Tuttavia, come ho detto, il cinese si scrive con simboli (o sinogrammi) che hanno una pronuncia specifica. Il risultato pratico di tutto ciò è che un cinese che parla solo cantonese può comunicare attraverso la scrittura con un altro cinese che parla solo mandarino o taiwanese.
Mi viene da pensare che, dopotutto, un sistema di scrittura basato su simboli non sia così assurdo. Sembra che, agli albori della scrittura cinese, ci fosse l'idea di avere un sistema di scrittura comune per una popolazione plurilingue. Questo sistema ha sicuramente contribuito a mantenere una coesione politico-amministrativa nel corso dei secoli.
La lingua cinese riflette la ricchezza, la diversità e la complessità di un paese e di una cultura che sono decisi a raccogliere l’eredità della nazione più potente del mondo, come in precedenza hanno fatto la Spagna, l'Inghilterra, la Francia e gli Stati Uniti. La supremazia cinese è una realtà sempre più concreta per le generazioni future e conoscere la lingua rappresenta un vantaggio per chi avrà il coraggio di affrontarla.
Josh Gambín is the founder of AbroadLink and leads the company's sales and strategy. With a degree in Biology and a degree in Translation and Interpreting, his background bridges the scientific and linguistic worlds that define our work.
He is a published author in MultiLingual magazine and has participated as conference speaker at leading industry events, including the GALA and tekom conferences, where he shares AbroadLink's perspective on quality, compliance and the responsible use of language technology in regulated sectors.