Dopo quarant'anni di discussioni, nel 2018 verranno alla luce il brevetto unitario europeo e la sua giurisdizione unificata. Dopo decenni di negoziati, i requisiti necessari per la sua approvazione sono stati soddisfatti: è stato ratificato da tutti gli Stati membri tranne due (Spagna e Croazia). Il brevetto unitario europeo consentirà di ottenere una protezione nei 26 Stati membri dell'Unione Europea attraverso un'unica richiesta all'EPO (Ufficio Europeo dei Brevetti).
Il conseguimento di un brevetto attraverso l'EPO non sostituisce le modalità esistenti per acquisire un brevetto in Europa, ma rappresenta un'opzione aggiuntiva ai brevetti nazionali e ai tradizionali brevetti europei. Il suo grande vantaggio è sul piano giuridico in quanto conferisce una protezione uniforme in tutta Europa.
Gli Stati firmatari dell'accordo hanno concordato le linee guida di diritto materiale che disciplinano il campo di applicazione dei brevetti e hanno unificato le possibili limitazioni di legge e i mezzi disponibili in caso di contraffazione.
Vantaggi della patente unitaria europea: minore complessità, meno costi
Invece di convalidare il brevetto europeo in ogni paese, i già titolari di un brevetto potranno fare richiesta con effetto unitario: ciò garantirà una protezione uniforme in un massimo di 26 Stati membri, senza costi aggiuntivi. Pertanto, potremmo concludere che si tratta di un brevetto europeo con effetto unitario, come il suo stesso nome indica.
L'introduzione di questa procedura di presentazione dei brevetti ridurrà la complessità amministrativa e ridurrà i costi di convalida allo stesso tempo. Oggi, proteggere la proprietà intellettuale di un brevetto in dodici paesi comporta più di 30.000 euro di spese varie (soprattutto tasse che variano da un paese all'altro), adesso costerà circa 5.000 euro.
Inoltre, questo sistema di brevetti permetterà un contenzioso sui brevetti più efficace in tutta l'Unione Europea.
Quando è iniziato il progetto?
Le prime proposte risalgono agli anni '70, in relazione alla Convenzione sul Brevetto Europeo (CBE), che dalla sua entrata in vigore nel 1978 si è dimostrata un vero successo.
Parallelamente, si sviluppò una Convenzione sul Brevetto Unitario, concepita con l’obiettivo di istituire una procedura di esecuzione unificata, valida in tutti gli stati membri dell'UE. Questa procedura mirava a sostituire i diritti nazionali che fino ad allora dovevano essere fatti valere in tribunale singolarmente – a livello nazionale, ovviamente – in ciascuno degli Stati Membri. Tuttavia, solo nel 2004 il Consiglio raggiunse un accordo a tal riguardo.
Il Pacchetto del Brevetto Unitario Europeo
La Commissione Europea decise di riprendere il progetto con un approccio alternativo, un progetto che includeva anche la creazione di un Tribunale Unificato dei Brevetti (TUB) che risolvesse qualsiasi contenzioso relativo ai brevetti.
Nel dicembre 2012 si raggiunse finalmente un accordo per tutta l'UE – ad eccezione di Spagna e Italia che non parteciparono a questo accordo – e parallelamente, è stato adottato anche un Regolamento specifico relativo ad ogni lingua di tale sistema.
Nel febbraio 2013 tutti gli stati membri dell'Unione Europea – ad eccezione, ancora una volta, di Spagna e Polonia – firmarono un Accordo per creare un tribunale dei brevetti con giurisdizione su qualsiasi brevetto emesso dall'Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO).
Sia l'Accordo che i Regolamenti sarebbero potuti entrare in vigore solo dopo essere stati ratificati da tredici degli stati membri, purché tra questi figurassero Germania, Francia e Regno Unito.
Traduzione sovvenzionata
La Spagna e la Croazia sono gli unici paesi che rifiutano di partecipare a questo accordo di cooperazione. La loro argomentazione principale è che le lingue ufficiali adottate per i brevetti sono l'inglese, il francese e il tedesco (oltre l’80% dei brevetti viene da Francia, Germania e Regno Unito).
Quando si presenta una richiesta di brevetto comunitario unico, bisognerà presentare anche una traduzione in una delle tre lingue ufficiali. Un sistema di sovvenzioni coprirà i costi di traduzione per le PMI, i privati, le organizzazioni senza scopo di lucro, le università e i programmi pubblici di ricerca.
Per beneficiare di questo rimborso di cinquecento euro, le entità devono avere la sede legale in uno Stato membro dell'UE e devono già aver depositato la richiesta di brevetto in una delle 24 lingue ufficiali dell'UE diversa dall'inglese, dal tedesco o dal francese.
Josh Gambín is the founder of AbroadLink and leads the company's sales and strategy. With a degree in Biology and a degree in Translation and Interpreting, his background bridges the scientific and linguistic worlds that define our work.
He is a published author in MultiLingual magazine and has participated as conference speaker at leading industry events, including the GALA and tekom conferences, where he shares AbroadLink's perspective on quality, compliance and the responsible use of language technology in regulated sectors.