Ieri, cambiando la frequenza della radio per sfuggire alla pubblicità, sono arrivato su Rai Radio 3 dove si discuteva del fatto che viviamo in un mondo in continuo cambiamento, dove niente resta immutato e che le cose arrivano per poi andarsene. Questa riflessione riguardava la musica, ma si può applicare a molti altri settori lavorativi. Sono sicuro che se pensi alla tua professione e al settore in cui lavori, la riconoscerai subito quella sensazione; ancora di più se magari lavori in un settore che non esisteva 10 o 20 anni fa.
La scomparsa della macchina da scrivere
Come era già successo durante la rivoluzione industriale, molte professioni sono scomparse a causa della rivoluzione digitale. Mentre mi documentavo per scrivere questo articolo, mi sono imbattuto in un articolo del Corriere che diceva che l'ultima fabbrica di macchine per scrivere è stata chiusa nel 2011 in India. Lo strumento di lavoro prediletto dal traduttore professionista per decenni ha dovuto lasciare spazio al computer e alla videoscrittura.
Oggi la professione del traduttore vive una fase di cambiamento che somiglia al passaggio dalla macchina per scrivere al computer. Una fase che vede molti traduttori opporsi al cambiamento, anche se alla fine sarà quest’ultimo ad avere la meglio:sono l'efficienza e la produttività a espellere dal mercato coloro che non si adattano.
La comparsa delle memorie di traduzione
Uno degli strumenti che ha rivoluzionato il modo di lavorare del traduttore professionale, soprattutto nell'ambito della traduzione tecnica e delle tecnologie dell'informazione, è l'uso delle memorie di traduzione, ovvero dei software che offrono una gestione avanzata delle banche dati che contengono traduzioni fatte da umani. Il termine utilizzato per descrivere questo tipo di programmi è esso stesso uno slogan per il marketing. Prova ad immaginare: cosa dovrebbe fare un traduttore per ricordare la traduzione di un termine tecnico di un testo tradotto un anno prima su carta? Dovrebbe cercare il termine nel testo stampato, sfogliando pagina per pagina, sperando di imbattersi nella parola tradotta. Invece, nel mondo digitale e con le memorie di traduzione, al traduttore servono pochi clic per consultare qualsiasi parola tradotta in precedenza.
«Si stava meglio prima». Questa frase riunisce la tendenza che tutti abbiamo di voler continuare a fare le cose come le facevamo prima, senza uscire dalla nostra zona di comfort. Nonostante si tratti di una tecnologia che ha iniziato a essere utilizzata con successo già negli anni '90, ancora oggi mi sorprende vedere traduttori dell'ambito della traduzione tecnica, che traducono manuali tecnici, che sono stati capaci di sopravvivere all'avvento delle memorie di traduzione senza utilizzarle. n Come è successo con l'uso della videoscrittura rispetto alle macchine da scrivere, l'uso delle memorie di traduzione faceva sì che il lavoro del traduttore fosse più produttivo ed efficiente. Se provi a pensare alla traduzione di un manuale tecnico o di un catalogo di prodotti, dove è possibile che ci siano ripetizioni frequenti o di parti di testo simile, ti renderai conto subito che è possibile migliorare la produttività e la qualità della traduzione.
Traduzione automatica: amica o nemica del traduttore?
Sentirai pochissimi traduttori parlare bene della traduzione automatica. Senza dubbio, la maggior parte di loro si sente minacciata dalla traduzione automatica e reagiscono parlando del fatto che non ci si possa fidare della traduzione automatica e degli errori gravissimi che commette. È vero, oggi la traduzione automatica non è affidabile al 100%, e non credo che lo sarà mai, ma sta diventando sempre di più una tecnologia che aiuta il traduttore a migliorare il suo lavoro migliore e ad essere più produttivo.
Ricordo i miei primi inacrichi di traduzione quando ero ancora uno studente della facoltà di traduzione di Madrid e ottenni un lavoro presso un'agenzia di traduzione, sempre di Madrid, che mi inviava il testo tradotto automaticamente. Quell'esperienza mi ha obbligato a superare la visione che avevo sulla traduzione automatica. Quell'agenzia di traduzione intendeva abbassare i prezzi offrendo la traduzione automatica, ma era una traduzione assolutamente letterale e la maggior parte delle frasi erano prive di senso, per cui era più produttivo tradurre tutto dall’inizio che cercare di sistemare quel disastro.
Ma la traduzione automatica si è evoluta. I programmi di 20 anni fa erano basati su regole grammaticali e dizionari. Successivamente si è passati alla traduzione statistica basata sui metadati, che ha apportato notevoli progressi in termini di qualità. Da anni ormai le grandi aziende multinazionali del settore tecnologico utilizzano la traduzione automatica per ridurre i loro costi. Queste aziende hanno tutti i presupposti per fare uso della traduzione automatica. Infatti, hanno grandi volumi di testo tradotto di un determinato ambito e di testi tecnici, che vengono prodotti pensando fin dall'inizio al fatto che devono essere facili da tradurre dal traduttore automatico. Inoltre, hanno anche un'infrastruttura informatica capace di elaborare un'enorme quantità di dati.
L'intelligenza artificiale rivoluziona la traduzione automatica
L'ultimo paradigma che ha rivoluzionato la traduzione automatica riguarda le reti neurali e l'apprendimento automatico. Anche questo nuovo modello ha bisogno di computer molto potenti, che siano capaci di analizzare e usare grandi banche dati. Nonostante ciò, come attestano diversi studi comparativi, ha costituito un miglioramento significativo nella qualità delle traduzioni ottenute. Infatti, il motore di traduzione automatica statistica su cui si basano la maggior parte dei sistemi sviluppati, nel 2017, ha annunciato che , in quell'anno, avrebbe lanciato quella che sarebbe stata la sua ultima versione, il che sembrava confermare l'egemonia di questo nuovo modello.
Proprio come si annunciava nel 2017, questo nuovo paradigma ha portato sulla scena internazionale un nuovo attore: DeepL. Quest'ultimo ha ottenuto traduzioni automatiche di qualità superiore rispetto quelle dell'onnipotente Google Traduttore, il che sembra dimostrare che non è solo una questione di dati—nessuno può competere sotto questo punto di vista con il gigante tecnologico— ma che la programmazione alla base di questo modello fa sì che l'ingegno umano vinca sulla capacità di archiviazione e di elaborazione dei supercomputer.
Il post-editing: il futuro della traduzione
Ci sono molti aspetti tecnologici che hanno cambiato progressivamente il modo di lavorare dei traduttori, ma senza dubbio il più significativo è l'arrivo del post-editing. Si tratta di un termine che nel gergo delle agenzie di traduzione e dei traduttori professionisti indica la revisione di una traduzione automatica. Come accennato in precedenza, molte grandi aziende, soprattutto quelle del settore delle tecnologie dell'informazione, già da anni fanno post-editing. Tuttavia, il miglioramento dei sistemi di traduzione automatica oggi a disposizione delle agenzie di traduzione e dei traduttori professionisti fa sì che, in determinati tipi di traduzioni e combinazioni linguistiche, il post-editing abbia grandi risultati e aumenti la produttività. Nonostante oggi ci siano traduttori professionisti che preferiscono lavorare facendo post-editing, la maggior parte dei traduttori è ancora restia a questa modalità.
Se guardiamo al passato della traduzione, possiamo affermare che il suo futuro si chiama post-editing. Tra 20 anni la maggior parte delle traduzioni in ambito tecnico e legale, saranno prodotte con il post-editing, per il semplice fatto che è una risorsa così utile che non potrà che imporsi.
Josh Gambín is the founder of AbroadLink and leads the company's sales and strategy. With a degree in Biology and a degree in Translation and Interpreting, his background bridges the scientific and linguistic worlds that define our work.
He is a published author in MultiLingual magazine and has participated as conference speaker at leading industry events, including the GALA and tekom conferences, where he shares AbroadLink's perspective on quality, compliance and the responsible use of language technology in regulated sectors.