La globalizzazione ha cambiato completamente il modo di vendere un prodotto. Aprirsi al mercato internazionale rappresenta una sfida per il marketing. Non bisogna solo assicurarsi che il prodotto sia adatto a un determinato paese, ma anche capire come presentarlo in modo che risulti attraente per il consumatore. Disporre di un'agenzia di traduzione esterna, o di un team di traduttori interni che traducano per il dipartimento di marketing, diventa fondamentale. Rivolgersi a Google Translate non dovrebbe mai essere la soluzione finale.
In un programma comico spagnolo trasmesso nel 2009, il comico Berto Romero legge al pubblico le istruzioni di una tostiera. La disastrosa traduzione delle istruzioni crea una realtà parallela e totalmente esilarante... Il posto di "Don't". Dubito che l'azienda volesse ottenere quel risultato. È molto imbarazzante constatare quanto poco ci si impegni in qualcosa di così essenziale come le istruzioni d'uso. È il momento di imparare dagli errori delle grandi multinazionali. Se hai un'azienda e vuoi conquistare il mercato internazionale, ripeti con me questo mantra: Prodotto o slogan tradotto male, progetto destinato a un fallimento totale.
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1. Il grave errore di cadere nella traduzione letterale
Braniff Airlines voleva promuovere i suoi sedili in pelle. Lo slogan "Fly in leathers" era accattivante negli Stati Uniti, ma la traduzione letterale "vola en cueros" per i paesi di lingua spagnola non funzionava altrettanto, poiché "en cueros" significa "nudo". Si è deciso, allora, di passare allo slogan al singolare "vola en cuero". La traduzione nell’ambito del marketing è un argomento serio e complesso. In questo caso, cadendo in una traduzione letterale, non si è tenuto conto degli altri paesi di destinazione. Ciò che all'azienda sembrava uno slogan perfetto, ai consumatori di lingua spagnola sembrava uno scherzo.
2. I falsi amici della traduzione
Parker Pen aveva uno slogan efficace e dal messaggio chiaro: "Non ti metterà in imbarazzo macchiandoti le tasche". Fin qui tutto bene. Un'azienda che vende penne stilografiche ti assicura che il suo prodotto non macchierà i tuoi vestiti. Puoi tranquillamente mettere la penna nel taschino della camicia, per esempio. Qual è stato il problema? Qualcosa che qualsiasi agenzia di traduzione avrebbe tenuto in considerazione: il termine inglese "embarrassed" corrisponde al termine spagnolo "embarazoso", ossia "imbarazzato", e non a "embarazada", ossia "incinta". Nei paesi di lingua spagnola, invece, lo slogan è stato tradotto con qualcosa di simile a: "Non ti macchierà le tasche, né ti metterà incinta". Scoppia una risata, il cervello pensa: Parker, qual è la materia prima dell'inchiostro delle tue stilografiche?
3. Marchi con significati sfortunati
La Mazda Laputa è stata commercializzata negli Stati Uniti senza tenere conto che molti cittadini parlano spagnolo (in spagnolo, "la puta" è un termine volgare che significa "la prostituta"). Immagina una cena in famiglia: tutti stanno per iniziare a mangiare, ma il padre di uno dei presenti dice: "Aspettiamo un attimo, sta arrivando mio figlio con Laputa". Quello che dovrebbe essere un semplice riferimento alla velocità dell’auto scatena un’esplosione di risate o una situazione imbarazzante.
La Mitsubishi Pajero in Spagna è stata ribattezzata Mitsubishi Montero. Il problema? Lo stesso della Mazda Laputa. Quando è stata commercializzata negli Stati Uniti, non si è considerato il numero di ispanofoni presenti nel paese. Nello slang spagnolo, infatti, "pajero" significa "segaiolo". Forse il veicolo era pensato per un pubblico ben preciso? Lasciamo volare l'immaginazione.
4. Tradurre senza tenere conto dello slang costa caro
Honda Fitta. In Italia, il nome di questo modello Honda non sembrerebbe strano; il problema è sorto in Svezia, Danimarca e Norvegia. In questi paesi, “Fitta” è un termine volgare per riferirsi ai genitali femminili. Immagina una ragazza svedese che propone ai suoi amici di fare un giro sulla sua Fitta... Il vantaggio di affidarsi a una buona agenzia di traduzione è indiscutibile. Un buon traduttore non si limita a considerare il lessico della lingua in cui traduce o adatta, ma tiene conto anche di come si parla nella vita quotidiana.
Electrolux. La multinazionale svedese di elettrodomestici creò, negli anni '70, uno slogan per vendere una delle sue aspirapolveri: "Nothing sucks like an Electrolux". Il problema è che, sebbene il verbo "to suck" significhi effettivamente "aspirare", nel linguaggio colloquiale significa anche "fare schifo". Sarebbe stato più appropriato usare il verbo "vacuum", dato che "vacuum cleaner" significa "aspirapolvere". Il risultato portò a pensare che il reparto marketing si stesse vendicando dell'azienda. La traduzione in italiano di ciò che si potrebbe intendere è qualcosa come "Niente è peggio di un Electrolux". Se mi vendono un aspirapolvere così, preferisco comprarne un altro, grazie!
5. Marchi che non superano l'esame culturale di un traduttore
Colgate-Palmolive è un'azienda americana che commercializza prodotti per l'igiene e la cura personale. Uno dei suoi prodotti, il dentifricio Cue, è stato messo in vendita in Francia senza modificare il nome. Il problema è che non è stato preso in considerazione il fatto che in Francia esistesse una rivista erotica chiamata "Cue". Immagino i francesi chiedersi se si tratta di un dentifricio o di un afrodisiaco.
6. Quando la fonetica determina la traduzione
Coca-Cola ha avuto un intoppo quando la bevanda è stata introdotta in Cina per la prima volta. Su internet circola la voce che sia stata la stessa azienda a voler avvicinare foneticamente la pronuncia del suo marchio al cinese. Il risultato, /Kekoukela/, suonava come "mordere il girino di cera", che di certo non evoca freschezza. L'errore, in realtà, si deve a chi creava i cartelli pubblicitari. Alla fine, Coca-Cola ha adattato la fonetica con un ottimo risultato: /Kokoukole/, ovvero "felicità in bocca".
7. Conclusione
Credo che a nessuno sfugga una verità innegabile: anche le grandi aziende commettono errori. Questi errori vengono risolti grazie ai professionisti che si occupano di tradurre e interpretare da una lingua all'altra. Se hai trovato interessante questo argomento, consulta il libro: Brand Failures: “The Truth About the 100 Biggest Branding Mistakes of All Time”. E per continuare a sorridere fino alla fine di questo blog, ti lascio di seguito alcuni errori di traduzione che invadono i "chiringuitos" delle coste spagnole:
Vino en botella = È venuto in bottiglia, Carne al punto = Carne al Punto,
Salmonetes de Roca = Salmoneti di Roccia,
Revuelto de ajetes y gambas = Confuso di ajetes e gamberetti.