Quando traduci un testo di qualsiasi tipo, devi prestare attenzione agli elementi che devono essere lasciati nella lingua originale. Il caso dei nomi propri, nomi di città o nomi di aziende deve essere analizzato con cautela, specialmente se si utilizza la traduzione automatica.
Quest'ultima può tendere a tradurre tutto e solo un traduttore umano sarà in grado di fare certe distinzioni nella traduzione. Ti lascio qui alcune regole da seguire per sapere cosa si deve tradurre e cosa no. Assumere un'agenzia di traduzione può rendere la tua vita molto più facile.
Nomi di persona
I nomi di persona, nella maggior parte dei casi, non si traducono. Si trascrivono solo nell'alfabeto utilizzato nella lingua di destinazione.
Esistono eccezioni per i nomi di personaggi storici che possiedono una traduzione ufficiale. Un esempio è il famoso Cristoforo Colombo, il cui nome, in spagnolo, si traduce con Cristóbal Colón. In caso di dubbi, puoi semplicemente consultare la sezione dei nomi propri nel dizionario corrispondente.
Anche in letteratura, ad esempio nel libro del Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien, è possibile imbattersi in alcuni nomi tradotti. In questo caso specifico, si tratta di un'opera molto complessa che è stata oggetto di diverse versioni. L'autore, che è anche filologo, ha fornito una serie di raccomandazioni per la traduzione dei suoi libri e ha scritto una guida per i traduttori.
Unità di misura
Le unità di misura raramente si traducono, ma si traspongono. È più facile, per un italiano, capire che qualcuno è alto 1,55 metri invece di 5 piedi e 1 pollice (cioè 61 pollici).
Fai attenzione a non commettere errori di calcolo. A seconda della natura tecnica di certi testi che devi tradurre, puoi trovarti in situazioni complesse che richiedono adattamenti che portano via molto tempo.
Se hai bisogno di una garanzia di accuratezza per testi tecnici, è sempre meglio contattare un'agenzia di traduzione riconosciuta come AbroadLink Translations.
Nomi di aziende e marchi
Pensa ad alcuni marchi particolarmente famosi e prova a tradurli letteralmente verso l’italiano. Ti renderai conto che, nella maggior parte dei casi, voler tradurre un marchio o il nome di un’azienda non ha senso.
Head and Shoulders, ad esempio, diventerebbe «Testa e Spalle», Bluetooth «Dente blu» e Youtube «Tu tubo». Non oso immaginare come apparirebbero in una campagna pubblicitaria!
Lo stesso vale per le traduzioni verso il cinese o l’arabo: i nomi di marchi o aziende vengono trascritti ma non tradotti.
Pertanto, la regola per tradurre i nomi di aziende e marchi è semplice: devono essere tradotti solo quando i nomi originali hanno un significato dispregiativo, persino ridicolo, nel mercato di destinazione.
Nomi di città
I nomi delle città non si traducono tranne nei casi in cui esista una traduzione ufficiale per città importanti o storiche.
Sebbene, generalmente, la traduzione dei nomi delle città conosciute non presenti particolari difficoltà, non è questo il caso in alcuni Paesi con più di un'area linguistica.
In Svizzera e in Belgio, per esempio, molte città hanno nomi completamente diversi a seconda della lingua.
C'è anche un fenomeno di moda nella traduzione di alcune città che consiste nel recuperare il nome originale. Oggi, per esempio, è corretto dire «Mumbai» invece di «Bombay» o «Beijing» invece di «Pechino».
Per concludere, risponderò alla domanda «Dobbiamo tradurre tutto?» con un fermo e definitivo no. Quando si utilizzano testi tradotti in maniera automatica, bisogna sempre verificare nomi e unità di misura.