Competenze di localizzazione per traduttori / requisiti di preparazione alla localizzazione per clienti
Localizzazione:
"È l'adattamento di un contenuto, un prodotto o un servizio per rispondere alle esigenze linguistiche, culturali o funzionali di un mercato diverso" (https://www.trados.com/it/learning/topic/localization/).
L’arcinoto termine "localizzazione" può scoraggiare qualsiasi traduttore interessato a lavorare in questo settore. È innegabile che per il processo di localizzazione siano necessarie competenze speciali, ma da dove cominciamo?
Lo scopo di questo articolo è dare un’infarinatura generale sulle competenze di base di cui i traduttori hanno bisogno per completare il lavoro di localizzazione. Specificheremo inoltre le tappe di preparazione che i clienti possono seguire per garantire che la localizzazione del loro prodotto o della loro documentazione sia corretta. Come vedremo, la localizzazione non è necessariamente compito di un solo traduttore (o localizzatore in questo caso). Solitamente è responsabilità di tutte le parti coinvolte nello sviluppo del prodotto originale, così come dei project manager che hanno partecipato al processo di localizzazione da entrambe le parti. Se durante lo sviluppo di un prodotto vengono tenuti in considerazione alcuni requisiti di base per la localizzazione, in seguito si verificherà un effetto domino favorevole, che influenzerà positivamente l'intera catena di lavoro. Un prodotto ben globalizzato sarà più facile da localizzare, soprattutto perché è meno incline a causare problemi tecnici durante il processo di localizzazione.
Inoltre, un contenuto ben strutturato è più facile da tradurre.
Competenze di localizzazione per traduttori
I traduttori sono allo stesso tempo esperti della lingua e della materia trattata. In più, a volte devono anche mettersi nei panni del revisore o dell’impaginatore. Conoscere tutte queste competenze ti sarà utile quando avrai bisogno di applicarle durante il processo di localizzazione. Dato che il campo della localizzazione è così complesso, posso soltanto limitarmi a menzionare un paio di aspetti tecnici chiave per aiutarti a migliorare le tue capacità di marketing e ampliare le tue conoscenze. In questo articolo, ogni volta che utilizzerò il termine "localizzazione" farò riferimento alla localizzazione di software. Quest'ultima solitamente include l'interfaccia utente e la documentazione (assistenza e informazioni per l'utente, aiuto, ecc.).
HTML
Molti traduttori o agenzie di traduzione conoscono già bene l'HTML, ma molte altre persone non hanno mai lavorato con questo tipo di documenti. Conoscere e capire come funziona l'HTML è fondamentale per la localizzazione. Un aspetto sempre più importante per i clienti è la capacità di risolvere le situazioni problematiche non appena si presentano. Essere in grado di fornire questo servizio di traduzione è un valore aggiunto alle tue capacità di traduttore.
Questo non significa che tutti i localizzatori debbano necessariamente essere programmatori di pagine web. I localizzatori dovrebbero invece avere una conoscenza generale dei linguaggi di markup che, fortunatamente, sono abbastanza facili da imparare. Come localizzatore, dovresti:
- Conoscere sufficientemente l’HTML per riconoscere i tag in un documento HTML.
- La maggior parte dei tag HTML consiste in un tag di apertura e un tag di chiusura ed è organizzata su vari livelli o strati (proprio come una cipolla). Può però anche darsi che non sia così. L'HTML non è così preciso come dovrebbe essere e a volte funziona anche se mancano tag.
- Concordare con il cliente quale contenuto tra i tag si desidera localizzare.
- Saper riconoscere il linguaggio di programmazione script, come ad esempio JavaScript o fogli di stile a cascata incorporati. I fogli di stile a cascata (CSS, Cascading Style Sheets) sono un formato di dati utilizzato per separare lo stile dalla struttura nelle pagine web nei file HTML. Una volta identificato, sarà più semplice chiedere al cliente quali parti devono essere localizzate. All’interno del Javascript potrebbe esserci anche del contenuto da tradurre e potrebbe essere necessario modificare il CSS per le lingue dell'Asia orientale, a causa del carattere e delle dimensioni.
- Investire in un buon editor HTML. Questo passaggio è molto importante.
- WYSIWYG (What You See Is What You Get, 'quello che vedi è quello che ottieni'): l'incubo di qualsiasi web editor. Esistono vari editor professionali, come ad esempio Macromedia HomeSite, che consentono di modificare il codice HTML senza inserire altri formati indesiderati.
- Gli strumenti di traduzione sono stati creati per aiutare a identificare i contenuti traducibili nell'HTML. Gli strumenti CAT (Computer-Assisted Translation, 'traduzione assistita dal computer') bloccano tag e altri codici HTML che non devono essere modificati. Questo rende senza dubbio molto più semplice tradurre l'HTML.
È piuttosto facile avvicinarsi all'HTML. Ci sono molti libri in vendita che ne spiegano il funzionamento. Io stessa ne ho qualcuno. Per coloro che hanno già una conoscenza di base dell'HTML, ma hanno bisogno di ulteriori informazioni, i libri dell'editore O'Reilly possono essere di grande aiuto. Esistono anche numerosi tutorial online di ottima qualità (e gratuiti), così come siti web che forniscono elenchi di tag HTML (seppur limitati) e consigli su come creare siti web autonomamente. Anche gli enti pubblici offrono molti corsi di programmazione HTML di base.
XML
L'XML, grazie alla sua flessibilità, è un'ottima opzione per modificare contenuti che devono essere localizzati. L'XML non può sostituire l'HTML, ma può essere utilizzato come mezzo per creare contenuti che possano andar bene contemporaneamente per il web, la documentazione stampata e altri formati. La differenza tra i due è il linguaggio di markup. L’HTML applica un linguaggio di markup strutturale (ad esempio, <b> per il grassetto, <p> per i paragrafi, <h2> per i titoli secondari, etc.), mentre l’XML applica un linguaggio di markup semantico (ad esempio, <emphasis> enfasi, <article> articolo, <product-name> nome del prodotto, ecc.). Gli elementi dell'XML si scrivono per intero, senza abbreviazioni, in modo da evitare confusione sul loro significato. Come i documenti HTML, i documenti XML non includono informazioni di formattazione, poiché tutte queste informazioni sono incluse in un file separato (un XSL o un CSS). L'XML è un linguaggio estensibile, il che significa che gli elementi possono essere creati al momento, quando necessario. Il formato può essere modificato per adattarlo ai diversi Paesi. Se un tag <emphasis> dovesse contenere del testo, per esempio, nell’XSL si specificherebbe chiaramente il formato di tale testo. Questo significa che il grassetto potrebbe essere applicato quando il testo è in inglese mentre non viene specificato alcun formato per un testo in giapponese.
Ecco alcuni concetti di base sull'XML.
I traduttori dovrebbero sapere che:
- Com’è strutturato l'XML.
- La struttura dell'XML è più chiara rispetto a quella dell'HTML, per cui risulta più semplice riconoscere i contenuti da tradurre.
- Le informazioni di formattazione non dovrebbero essere presenti nel file XML. Se la struttura è corretta, sarà sufficiente modificare una sola volta le informazioni di formattazione relative a un determinato insieme di file.
- È fondamentale riconsegnare sempre al cliente file XML validi. Sul mercato si trovano strumenti di validazione con la stessa facilità degli editor XML.
- Gli strumenti di traduzione sono stati creati per aiutare a identificare i contenuti traducibili nell'XML. Come con l'HTML, gli strumenti CAT bloccano i tag e altri codici XML che non devono essere modificati, rendendo la traduzione di XML molto più semplice.
Set di caratteri
Tutti abbiamo visto almeno una volta in alcune pagine web dei caratteri strani o dei quadratini al posto dei segni diacritici. A volte i segni diacritici vengono addirittura sostituiti da caratteri giapponesi. Ciò avviene quando il computer utilizza un set di caratteri errato. Per prevedere problemi e capire perché le cose funzionano in un determinato modo, è utile avere una conoscenza di base del funzionamento dei set di caratteri.
Sostanzialmente, ogni carattere è associato a un numero in una lista di codici. Sarebbe un buon sistema se in tutto il mondo venissero utilizzati gli stessi caratteri. Il problema è che ci sono centinaia, se non migliaia, di pagine di codici che utilizzano gli stessi numeri per caratteri diversi. Poiché i computer interpretano solo codice numerico, è necessario specificare quale lista di codici vada utilizzata per poter leggere un testo.
In questo esempio, la pagina HTML cerca un elenco di codici specifici:
<HTML>
<HEAD>
<META content= "text/html;charset=1 252">
Se sostituissimo questo numero con il numero della lista dei codici per l'ebraico (1255), molti dei caratteri del documento verrebbero convertiti in caratteri ebraici in base ai numeri assegnati dal sistema a ciascun carattere. Il computer fa solo ciò che gli viene detto. Esiste però una soluzione a questo disastro: Unicode.
Unicode
L'idea di Unicode è quella di stabilire una sola lista di codici per tutte le lingue, anziché utilizzare migliaia di liste di codici diversi per tutte le lingue del mondo. Questa lista dovrebbe includere tutti i caratteri utilizzati da tutte le lingue scritte del mondo, il che potrebbe implicare più di un milione di caratteri. Unicode include alfabeti, caratteri ideografici e simboli. L'idea è che questi caratteri possano mescolarsi in tutte le possibili combinazioni, essendo tutti inclusi nella stessa lista di codici (vedi https://home.unicode.org/).
Ecco alcuni concetti basilari. Il traduttore dovrebbe:
- Capire come specificare se un documento è Unicode o se utilizza la lista dei codici ANSI. È facile da capire; basta guardare all'inizio del documento che contiene il codice sorgente. Se un documento è Unicode, sia UTF-8, UTF-16 o UTF-32, sarà specificato lì.
- Sapere che Unicode utilizza la stessa lista di codici per tutte le lingue.
- Sapere che Unicode è un sistema standard concordato. Visita il sito Unicode.org per ulteriori informazioni.
Il sito web di Unicode è una buona fonte di informazioni. Contiene anche alcune pubblicazioni che trattano l'argomento Unicode. Insomma, su questo tema si potrebbe scrivere un intero articolo. Per prevedere eventuali problemi e aiutare i clienti a risolverli, è utile avere una conoscenza di base del funzionamento dei set di caratteri.
Strumenti di traduzione
Anche conosciuti come strumenti CAT, aiutano ad accelerare il lavoro e aumentare la produttività. Come con qualsiasi altro strumento, è necessario un periodo di apprendimento che di solito raggiunge il suo apice alle 3 del mattino, 5 ore prima della scadenza. Ogni strumento di traduzione ha un’interfaccia e delle funzioni leggermente diverse, ma tutte fanno più o meno la stessa cosa. Ecco un breve elenco di competenze necessarie per utilizzare gli strumenti di traduzione.
- Capire come gestire una memoria di traduzione (TM). Le memorie di traduzione memorizzano il testo di partenza e quello di arrivo man mano che vengono tradotti, stabiliscono coppie per ogni segmento, frase o paragrafo e le salvano per poterle usare in futuro.
- Come localizzatore, sei tu l'esperto nella lingua. I clienti potrebbero contare su di te per aggiornare i segmenti o la terminologia nella memoria, oppure per assicurarsi che le informazioni siano aggiornate.
- Comprendere il funzionamento delle opzioni utilizzate per unire diverse memorie. Potresti aver bisogno di importare i dati da una TM all’altra.
- Saper creare un database terminologico ben strutturato. Il database terminologico può essere creato per uso personale o essere realizzato con l'intenzione di consegnarlo al cliente. In entrambi i casi, potrebbe essere necessario utilizzare determinati campi standard per creare i database.
- Il termine "strumenti di traduzione" si riferisce a un ampio gruppo di strumenti utilizzati per tradurre e modificare un testo. Per questo motivo, è importante conoscere come funzionano gli strumenti se usati insieme e il modo migliore di inserirli nel workflow lavorativo. Ogni traduttore ha un metodo di lavoro leggermente diverso dagli altri e il processo può variare a seconda del progetto o del tipo di testo.
- Il termine "traduzione automatica" indica un processo di traduzione completamente automatico, cioè realizzato interamente dal computer. Solitamente, il valore di questi programmi dipende da come sono stati progettati; i programmi migliori sono progettati per lavorare in combinazione con i traduttori umani.
- Comprendere il conteggio delle parole e il processo di analisi. Il cliente avrà già contato le parole prima di consegnare il documento al traduttore. Per evitare sorprese, anche il traduttore deve essere in grado di svolgere tale compito.
- Saper individuare file con tag utilizzando strumenti di traduzione. È importante anche saper bloccare determinati elementi o tag. Se conosci bene questo processo, i clienti avranno fiducia nella tua esperienza.
Imparare a lavorare in modo efficace con gli strumenti di traduzione richiede tempo. E i risultati migliorano dopo aver lavorato per un po' di tempo con uno strumento specifico e aver risolto alcuni problemi che sono emersi. La chiave di questi strumenti è capirne il funzionamento. Come nel caso di qualsiasi altro nuovo software, il tempo è il miglior alleato. Se vuoi imparare, ci sono diverse opzioni possibili. Puoi usufruire della formazione offerta direttamente dal produttore del prodotto, di workshop, programmi di traduzione, pubblicazioni e gruppi di forum online. Quando avrai padroneggiato il processo, sarai in grado di prevedere in anticipo eventuali problemi che potrebbero sorgere.
Il primo passo per imparare a localizzare è conoscere i punti principali e gli aspetti più comuni dei formati dei file, della codifica e degli strumenti. Le competenze descritte in questo articolo sono solo la punta dell'iceberg. Nell’ambito della localizzazione esistono elementi molto complessi e altrettanto importanti; comprenderne i fondamenti contribuirà allo sviluppo di queste competenze a lungo termine.
Requisiti di preparazione alla localizzazione per i clienti
Normalmente ci concentriamo su ciò che i traduttori devono sapere per sopravvivere e avere successo nell'industria della localizzazione, tralasciando altri aspetti significativi. Un prodotto completamente localizzato non dipende solamente dall'organizzazione del gestore del progetto di localizzazione e dal lavoro di traduzione e adattamento del localizzatore. Il successo della localizzazione di un prodotto grava sulle spalle di ogni persona che ha sviluppato, gestito e infine localizzato quel prodotto. Pertanto, anziché delegare l'intera responsabilità della localizzazione alla fine della catena (al traduttore freelance o al localizzatore), ci sono alcune questioni che andrebbero risolte molto prima che inizi la localizzazione, in modo da agevolare il lavoro del localizzatore. In questo modo i localizzatori sono più produttivi e non disperdono le proprie energie per questioni che non riguardano direttamente il loro lavoro. A lungo termine, ciò renderà il processo di localizzazione molto più economico ed efficiente.
Attualmente, il processo di localizzazione sembra essere diviso in due fasi (vedi Immagine 1). Da una parte si trova lo sviluppo del prodotto per il mercato anglofono e, dall’altra, il prodotto localizzato. Il processo per ciascuno di questi prodotti è molto diverso. Per ottenere un buon risultato sono necessari alcuni passaggi prima e durante la localizzazione. Immagina cosa potrebbe accadere se una di queste cose non funzionasse: se il prodotto non fosse stato testato correttamente, se un set di caratteri diverso non funzionasse per quel prodotto, se il contenuto non fosse stato adattato al paese di destinazione, se gli strumenti di traduzione non funzionassero per i file di partenza, ecc. Non è difficile rendersi conto che questo processo potrebbe trasformarsi in un incubo. Tutti i project manager hanno dovuto affrontare almeno una volta un progetto del genere ed è sorprendente quanto velocemente si impari la lezione su ciò che i clienti avrebbero dovuto prevedere molto tempo prima. Tutto questo dimostra che un piccolo sforzo di globalizzazione può, in seguito,avere un grande impatto. È facile rendersi conto, quasi sempre troppo tardi, che avremmo dovuto dedicare più tempo alla pianificazione fin dall'inizio.
Requisiti di preparazione alla localizzazione
Si intende il processo di globalizzazione che deve eseguire il cliente. L’elenco di requisiti è lungo, ma ritengo sia importante menzionare qui quelli che danno un’idea generale degli aspetti da tenere in considerazione.
Contenuto traducibile, coerenza e semplicità
Il settore informatico e delle nuove tecnologie è pieno zeppo di slang, frasi fatte e gergo che finiamo per usare quotidianamente. Anche se può essere accettabile nelle conversazioni quotidiane o nelle e-mail, può invece comportare uno sforzo aggiuntivo per quanto riguarda la localizzazione. È necessario sforzarsi di utilizzare un inglese standard fin dal primo momento in cui un prodotto inizia a essere sviluppato o documentato. Nell’Immagine 2 si può vedere un esempio interessante di un termine attualmente utilizzato nella documentazione.
Il significato di questo termine potrebbe risultare ovvio per qualcuno, ma non per tutti:
Breadcrumbing ( 'spargere briciole di pane')
Sost. Elemento di navigazione che mostra un elenco dei luoghi visitati da una persona o il percorso seguito.
Origine: la parola viene dalla fiaba di Hansel e Gretel, che lasciarono cadere una scia di briciole di pane per poter poi ritrovare la strada per uscire dalla foresta. È un elemento comune nei siti web il cui contenuto è organizzato gerarchicamente o come una sequenza di pagine. Yahoo (www.yahoo.com) è probabilmente l'esempio più conosciuto.
Un localizzatore dell'Europa occidentale potrebbe capirlo facilmente (è più probabile che il destinatario finale condivida il riferimento culturale alla famosa fiaba), mentre risulterebbe del tutto estraneo per un localizzatore dell'Asia orientale. Il tempo e lo sforzo necessari per tradurre questo termine nella lingua e nel contesto del Paese di destinazione sarebbero considerevoli (documentazione, domande ai project manager, scelta del termine più adeguato, ecc.). Anche se tutta la terminologia utilizzata per un prodotto avesse un significato chiaro, sorgerebbero altri problemi come la mancanza di coerenza nella terminologia tra le interfacce utente e i file di aiuto. Si tratta di un'altra fonte di problemi e fraintendimenti che comporterà perdite di tempo e denaro. Inoltre, qualsiasi problema, sia nella versione inglese che nel prodotto localizzato, avrà effetti nefasti sull'esperienza dell'utente, danneggiando potenzialmente il prodotto o il nome dell'azienda.
Come si creano o modificano i file?
Oltre al contenuto traducibile, bisogna considerare molti aspetti che possono emergere anche a causa del tipo dei file utilizzati per la localizzazione. Per risparmiare tempo, potrebbe sembrare una buona idea salvare un documento in Word come HTML; quando si deve tradurre o modificare quel documento, però, ci si rende conto che non ne vale la pena. In quel documento HTML viene inserito molto formato aggiuntivo, il che rende difficile individuare il testo da tradurre: è come cercare un ago in un pagliaio. Se si intende localizzare un file HTML, bisogna crearlo utilizzando un editor HTML che non inserisca tag superflui.
Molti editor WYSIWYG introducono testo aggiuntivo nei documenti HTML, ma sul mercato ci sono editor più semplici che non lo fanno. Inoltre, quanto più pulito è il documento di partenza, meno errori emergeranno durante o dopo il processo di localizzazione.
Il contenuto dei documenti HTML di solito è piuttosto semplice, anche se possono sorgere problemi quando si inserisce programmazione in linguaggio script nel file senza implementarla correttamente. Se si utilizza JavaScript in un file HTML (cosa piuttosto comune), potrebbe esserci del testo localizzabile incorporato nel testo di JavaScript. Anche se la sezione in cui si trova il JavaScript è segnalata chiaramente, non è sempre così facile per il localizzatore estrarre il testo localizzabile dalle stringhe di JavaScript. L’opzione migliore in questo caso è fornire un file *.js collegato ai file HTML. In quel file, il testo localizzabile sarà separato dalle istruzioni del linguaggio di script. In questo modo, la localizzazione risulta più semplice e diminuiscono le probabilità di commettere errori.
Per lo stesso motivo, se il file CSS è incorporato in un gruppo di documenti HTML anziché essere in un file separato, potrebbe essere necessario modificare le informazioni sui font. Per le lingue dell'Asia orientale, infatti, è necessario modificare queste informazioni in ciascuno dei file e non in un unico punto. Ancora una volta, il tempo impiegato per apportare tali modifiche ai font sarebbe stato meglio investito se fosse stato utilizzato per la localizzazione dei contenuti.
Contenuto XML
Questo tipo di contenuto è molto utile quando si tratta di effettuare la localizzazione. Grazie alla natura estensibile dell'XML, gli elementi che rappresentano il contenuto possono essere creati e utilizzati per introdurre diversi attributi in base alla lingua del file. Per esempio, qualsiasi struttura XML creata per una lingua di partenza dovrebbe includere elementi necessari anche per la lingua di arrivo. È comune che un prodotto venduto in tutto il mondo abbia caratteristiche diverse a seconda dei diversi contesti. L'XML consente di identificare contenuti extra che possono essere rimossi o modificati se necessario, mantenendo però un unico documento di partenza. Se un Paese richiede documentazione aggiuntiva su una specifica caratteristica del prodotto, per esempio, è possibile creare un elemento aggiuntivo per quei contenuti. Quel contenuto può essere bloccato o sbloccato in base alle esigenze della lingua di arrivo.
Feedback
Tutti gli argomenti trattati finora sulla qualità e coerenza della documentazione di partenza possono sembrare questioni per cui è sufficiente avere un po’ di buon senso. Possono sembrare banali anche dal punto di vista del localizzatore o del project manager.
Eppure, è sorprendente vedere il gran numero di errori o cattive decisioni che continuano a ripetersi e che, molte volte, comportano cambiamenti significativi; errori che, in seguito, possono risultare più che ovvi.
Per evitare questi e altri possibili errori in futuro, è necessario stabilire una catena di feedback tra tutte le parti coinvolte nel progetto di localizzazione. Se ripetuti più e più volte, tutti i problemi qui descritti non sono soltanto costosi da risolvere, ma comportano anche una perdita di tempo prezioso per il localizzatore. Se il localizzatore riesce a concentrarsi completamente sul suo compito, il risultato sarà un prodotto ben localizzato.
Collaborazione
Per risolvere queste questioni fin dall'inizio dello sviluppo del prodotto, è fondamentale stabilire un sistema di feedback che dovrebbe toccare tutti gli anelli della catena lavorativa. I localizzatori devono comunicare con i project manager che, a loro volta, devono comunicare con i clienti. Quando il progetto sarà completato, è consigliabile che tutte le parti condividano gli aspetti positivi e negativi del progetto e le difficoltà che sono emerse durante il processo. Solo così facendo il processo inizierà a migliorare.
In un mondo ideale, le agenzie di traduzione lavorerebbero in collaborazione con i propri clienti. Questa collaborazione è vantaggiosa per i clienti, poiché li aiuta a produrre un software e una documentazione per tutti i Paesi del mondo. Inoltre, grazie all'esperienza fornita dai localizzatori, i progetti risulterebbero più economici e, a lungo termine, più facili da localizzare. Per lo stesso motivo, i project manager di localizzazione non dovrebbero fornire questo tipo di informazioni senza contare sull'esperienza e sul feedback dei localizzatori freelance. In tal caso, la localizzazione non sarà più un problema o un intervento dell'ultimo minuto, ma piuttosto un ultimo passo per completare la creazione di un prodotto globale.
Solo i problemi trattati qui, quando sorgono in un progetto reale, rendono la localizzazione un compito costoso e caotico. Un progetto inizialmente innocuo e ben intenzionato può alla fine far perdere un’enorme quantità di tempo ed energia. Se i localizzatori e i project manager sono consapevoli del proprio compito, sono in grado di applicare soluzioni già sperimentate a nuovi progetti e se i clienti comprendono il valore di una buona pianificazione della localizzazione, alla fine tutti ne trarranno profitto.
Note:
1. Il Kent State University Institute for Applied Linguistics e il New York University Department of Foreign Languages and Translation, per esempio, offrono corsi di traduzione tecnica, gestione di progetti e strumenti di traduzione.
2. A Practical Guide to Localization de Bert Esselink; The Handbook of Terminology Management di Sue Ellen Wright e Gerhard Budin;
XML Internationalization and Localization di Yves Savourel; e Beyond Borders: Web Globalization Strategies di John Yunker. Tutta questa bibliografia include capitoli o articoli che riguardano gli strumenti di traduzione.
Altre risorse
Dr. International. 2002. Developing International Software, Second Edition. Redmond: Microsoft Press.
Esselink, Bert. 2000. A Practical Guide to Localization: Translators, Engineers, and Project Managers. Amsterdam: John Benjamins.
Graham, Tony. 2000. Unicode: A Primer. Hoboken: John Wiley & Sons.
Savourel, Yves. 2001. XML Inter-nationalization and Localization. Indianapolis: Sams.
TechWeb Encyclopedia (https://www.informationweek.com/).
The Unicode Home Page (https://home.unicode.org/).
Wright, Sue Ellen e Gerhard Budin. 2001. The Handbook of Terminology Management: Application-Oriented Terminology Management. Amsterdam: John Benjamins.
Wright, Sue Ellen e Gerhard Budin. 1997. The Handbook of Terminology Management: Basic Aspects of Terminology Management. Amsterdam: John Benjamins.
Yunker, John. 2002. Beyond Borders: Web Globalization Strategies. Indianapolis: New Riders Publishing.
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